mega_SITO di sergiou2 |
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| Una pianificazione attenta non potrà mai sostituire una bella botta di culo. | |
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02 Settembre 2005
Manuale di sopravvivenza alcoolica![]() 1. Sintomo: piedi freddi e umidi - Causa: hai afferrato il bicchiere secondo un angolo di presa non corretto - Soluzione: gira il bicchiere fino a che la parte aperta rimanga verso l'alto 2. Sintomo: piedi caldi e bagnati - Causa: ti sei pisciato addosso - Soluzione: vai ad asciugarti nel bagno più vicino 3. Sintomo: la pareti di fronte è piena di luci - Causa: sei caduto di schiena - Soluzione: posiziona il tuo corpo a 90° rispetto al pavimento 4. Sintomo: la bocca è piena di cenere di sigarette - Causa: sei caduto con la faccia in un portacenere - Soluzione: sputa tutto e sciacquati la bocca con un buon gintonic 5. Sintomo: il pavimento è torbido e sbiadito - Causa: stai guardando attraverso il bicchiere vuoto - Soluzione: riempi il bicchiere con un buon gintonic 6. Sintomo: il pavimento si sta muovendo - Causa: ti stanno trascinando per terra - Soluzione: domanda per lo meno dove ti stanno portando 7. Sintomo: il riflesso della tua faccia ti guarda con insistenza dall'acqua - Causa: hai la testa nel cesso e stai cercando di vomitare - Soluzione: metti il dito (in gola) 8. Sintomo: senti che la gente parla producendo un misterioso eco - Causa: stai tenendo il bicchiere sull'orecchio - Soluzione: smettila di fare il pagliaccio 9. Sintomo: la discoteca si muove molto, la gente è vestita di bianco e la musica è molto ripetitiva. - Causa: sei in ambulanza - Soluzione: non ti muovere: possibile coma etilico o congestione alcolica. 10. Sintomo: tuo padre è molto strano e tutti i tuoi fratelli ti guardano con curiosità - Causa: hai sbagliato casa - Soluzione: domanda se per caso sanno dove abiti 11. Sintomo: un enorme fuoco di luce ti acceca la vista - Causa: sei per strada sbronzo... ed è già giorno - Soluzione: cappuccio, cornetto e una buona dormita. Vai alla home di questo BLOG Segnala un abuso nel post | ![]() Amo1. Parlare con Sue Ellen(non è quella di Dallas...)
2. Gli U2 3. Il mare 4. Le moto 5. Stare in compagnia Odio1. La mia insicurezza
2. La domenica pomeriggio 3. Il traffico 4. Fare le solite cose 5. Ammettere che mi mancano gli squilli di Sue Ellen(ed è grave.......) IN QUANTI SIETE ENTRATI:Dicono di meChissà perchè tutti dicono: "NO COMMENT!"
Sogni nel cassettoCome sogno nel cassetto(sarò materiale...) per adesso c'è l'agognata laurea!
Definizioni di Murphy sui computerHARDWARE: le parti di un computer che puoi prendere a calci SOFTWARE: le parti di un computer che non funzionano HARD DISk:la parte di un computer che si scassa nel peggior momento possibile PERIFERICHE:le parti che sono incompatibili col tuo computer STAMPANTE:la parte del computer che si blocca quando non stai guardando CAVO:la parte del computer che è troppo corta MOUSE:vedi BESTEMMIE BACKUP:un'operazione che non viene mai eseguita in tempo RESTORE:una procedura che funziona perfettamente finchè non ne hai bisogno MEMORIA:la parte del computer che è insufficiente ERROR MESSAGE:una richiesta di approvare la cancellazione dei tuoi stessi dati FILE:la parte del computer che non si trova PROCESSORE:la parte del computer che è obsoleta MANUALE:la parte del computer che non si capisce TE LI RICORDI?SE SI,VUOL DIRE CHE STAI INVECCHIANDO!![]() ![]() ![]() ![]() ANGOLO DELLA CULTURAALCUNI TERMINI DAL VOCABOLARIO SICILIANO - ITALIANO
ABBAMPARI: avvampare,divampare BEDDAMATRI:la Madonna CIOLLA:pene DABBANNA:di là,dall'altra parte ERCIU:strabico FUIRI:fuggire GINTAZZA:gentaglia IARMARI:attrezzare LICCU:ghiotto,goloso MALUCAVATU:corto rispetto alla statura NZUNNACCHIATU:assonnato ORVU:cieco PAPARACIANNI:goffo, ridicolo RUZZULIARI:cader giù ruzzolando SCIARRA:zuffa,contesa TAFANARU:culo UZZUNI:gemelli VASTASATA:azione da maleducato ZICCUSU:noioso,insistente ECCO PERCHE'!!!Perché il nostro corpo emette gas?
![]() Nel nostro corpo, nell’intestino ma anche nello stomaco, il gas è sempre presente. Mentre si mangia, per esempio, oltre al cibo si ingoia anche aria. E quando si bevono bibite gassate, si assumono bolle di anidride carbonica. Il gas, una volta entrato, tenta di riguadagnare la via d’uscita provocando rutti e peti. Ogni giorno ciascuno di noi ne “contiene” in media 300 grammi. Per fortuna non ci si libera di questa quantità in un colpo solo. Una parte viene emessa quasi subito dalla bocca, il resto per via anale, dopo circa 30-45 minuti. In questo caso non ha odore. Diversamente da quando invece il peto è causato da fermentazioni intestinali, e il gas deriva dalla decomposizione batterica del cibo. RICETTA DEGLI ARANCINI![]() Tempo di preparazione e cottura: 1 h 30 min Ingredienti per 15-16 arancini 500 g riso 3 uova 50 g parmigiano grattugiato 100 g prosciutto o salame 200 g fiordilatte burro pangrattato olio per friggere Cuocere il riso lessandolo in acqua bollente salata. Scolarlo, condirlo con una noce di burro e lasciarlo intiepidire. Aggiungere le uova sbattute con il parmigiano. Lasciare raffreddare il composto. Mettere un po' di riso nel palmo della mano, formando una piccola conca. Aggiungere al centro alcuni dadini di prosciutto e fiordilatte e coprire con un altro po' di riso. Chiudere bene il composto formando una pallina. E' importante compattare bene il riso con le mani altrimenti le palline si apriranno durante la frittura. Rotolare le palline nel pangrattato e friggerle in abbondante olio bollente. LE FAVOLE DI ESOPOIl cacciatore pauroso ed il taglialegna
Un cacciatore era sulle tracce di un leone; chiese dunque a un taglialegna se avesse visto le orme del leone e dove questo avesse la tana. Rispose il taglialegna:"Ma io ti mostrerò anche subito il leone stesso!". E l'altro, impallidendo dalla paura e battendo i denti gli disse:"Ma io cerco soltanto le orme,non proprio il leone!" La favola stigmatizza gli uomini arditi e paurosi, cioè arditi a parole e non nei fatti. Il pipistrello,il rovo ed il gabbiano Un pipistrello, un rovo ed un gabbiano, avendo fatto società, decisero di dedicarsi all'attività commerciale. Dunque il pipistrello prese del denaro a prestito e lo mise a disposizione della società, il rovo portò con sé della stoffa ed il gabbiano prese con sé del rame; quindi partirono. Ma, sorta una violenta tempesta e capovoltasi la nave, riuscirono a salvarsi sulla terra ferma, perdendo tutta la mercanzia. Da quel tempo il gabbiano aspetta sempre sulle scogliere, se mai in qualche luogo il mare rimetta fuori il rame; il pipistrello, temendo i suoi creditori, rimane nascosto durante il giorno ed esce di notte per nutrirsi; quanto al rovo, esso si appiglia al vestito dei passanti, se mai possa riconoscere la propria stoffa. La favola dimostra che torniamo sempre a quelle cose per le quali abbiamo un interesse. CLASSIFICA FILM1 Herbie il supermaggiolino
2 The Island 3 Nella mente del serial killer 4 Amityville Horror 5 Deuce Bigalow: puttano in saldo 6 Sballati d'amore 7 Nata per vincere 8 La guerra dei mondi 9 Indovina chi 10 I tempi che cambiano IL FILM DELLA SETTIMANAAmityville Horror (2005) LA TRAMA Il 14 novembre del '74, la polizia scoprì nella villa dei DeFeo sei cadaveri: tutta la famiglia DeFeo era stata uccisa con un'arma da fuoco mentre dormivano tranquillamente nei loro letti. Il figlio dei DeFeo, Ronald, ammise di aver ucciso i fratelli e i genitori, perchè così gli avevano detto di fare delle "voci" che aveva sentito. Un anno dopo, il 18 dicembre 1975, la famiglia Lutz si trasferisce in quella che era stata la casa dei DeFeo, convinti che sarebbe stata la casa dei loro sogni... TITOLO ORIGINALE The Amityville Horror PAESE USA DURATA 90 min. (colore) GENERE Horror DATA DI USCITA 19 Agosto 2005 REGIA Andrew Douglas SCENEGGIATURA Scott Kosar, ... PROTAGONISTI Ryan Reynolds Melissa George Philip Baker Hall Jimmy Bennett Jesse James NON TUTTI SANNO CHE...........recenti scavi archeologici hanno rinvenuto nella capanna di Betlemme i resti di una caldaia a gasolio.
.... per l'edificazione della "Capanna" dello zio Tom sono stati impiegati più di 20.000 metri cubi di cemento e 120 operai specializzati. ...la Gioconda era un gay di Gallarate. ....la tavola rotonda di re Artù,in realtà era quadrata ....il più efficace scioglilingua in commercio è l'acido muriatico CURIOSITA' DELLA SETTIMANA![]() Cara ti amo e ti dono un mio osso Innamorati pazzi, ma così tanto da decidere di donare alla persona del cuore una parte del proprio corpo. Non è la trama di una soap opera dai contorni horror, ma il risultato di un progetto di ricerca finanziato dal governo inglese per sensibilizzare il grande pubblico sulle potenzialità dell'ingegneria dei tessuti. Una cellula d'amore. Le coppie che vorranno scambiarsi questo originale pegno d'amore dovranno innanzi tutto donarsi reciprocamente alcune cellule ossee. Queste, opportunamente trattate, verranno poste in coltura su uno speciale sostegno di bio ceramica a forma di anello che si dissolverà una volta completato il processo di colonizzazione. L'anello di osso grezzo così ottenuto verrà passato nelle abili di mani di due gioielleri del Royal College of Art di Londra che decideranno assieme ai due innamorati che tipo di anello realizzare e procederanno con la lavorazione. Una romantica estrazione. Nessuna legge britannica proibisce la costruzione di gioielli fatti con tessuti organici, ma l'approvazione etica alla loro realizzazione verrà concessa solo se le cellule ossee verranno prelevate durante interventi chirurgici già previsti e necessari. I due fidanzatini potrebbero quindi decidere di iniziare la loro romantica storia d'amore con un intervento simultaneo per l'asportazione dei denti del giudizio. Come è facile intuire, anelli d'oro e di brillanti non hanno i giorni contati. E comunque orafi e commercianti di diamanti possono però tirare un sospiro di sollievo: al momento l'iniziativa ha finalità esclusivamente dimostrative e non è previsto nessuno sviluppo commerciale del progetto. PER COLORO CHE NON POSSONO FARE A MENO DEL NATALE NEPPURE A FERRAGOSTO![]() Ecco come è nata l'usanza di mettere l'Angelo sulla cima dell'albero di Natale. Quel 24 dicembre a Babbo Natale tutto quello che poteva andare storto è andato storto... Le renne avevano avuto la dissenteria e avevano ridotto la stalla un disastro, e lui aveva dovuto spalare merda per quasi tutta la notte. Aveva caricato la slitta da solo: gli gnomi infatti erano in sciopero, e aveva dovuto pure riscaricarla subito dopo: un pattino si era improvvisamente rotto; aveva perso tutta la mattinata a ripararlo e si era anche tagliato malamente un pollice con l' ascia, e quelle maledette renne erano scappate e ci aveva messo una vita a recuperarle... Metà dei giocattoli non erano arrivati, e quelli che gli avevano consegnato erano tutti nella lista delle consegne dell'anno prima. Gli elfi si erano ubriacati, e aveva dovuto cercarsi i doni giusti in magazzino da solo, e si era ammaccato il naso ed un ginocchio quando gli si era rotta la scala. Nel mettersi i pantaloni li aveva strappati: era ingrassato troppo, e non c'era verso di trovare il cappello, aveva perso anche gli occhiali, aveva bruciore di stomaco e quando aveva cercato una birra in frigo, l'aveva trovato rotto, e comunque la birra era finita. In quel momento bussa alla porta un Angelo con un albero di Natale, e domanda: "Dove devo metterlo questo abete?". Ecco come è nata l'usanza di mettere l'Angelo sulla cima dell'albero di Natale. MITI E LEGGENDEIL SIGNORE DELLA PIOGGIA
Due sposi avevano avuto un figlio quando non erano più giovani e non speravano più di averne e il ragazzo, di nome Jacal, crebbe viziato dal troppo amore, dalle troppe attenzioni. Era prepotente, non gli piaceva lavorare, spesso disobbediva ai genitori che non avevano il coraggio di rimproverarlo e ricondurlo sulla retta via. Un giorno la madre disse a Jacal:"Vai nel campo a raccogliere, qualche zucca matura e delle pannocchie di mais per la cena". Il ragazzo non aveva voglia di raccogliere zucche e mais, preferiva vagabondare per la foresta senza fare niente, se sua madre voleva degli ortaggi poteva andare a coglierli di persona. Stava inoltrandosi nel folto quando vide una casa modesta, con il tetto di paglia. Su una panca accanto alla porta era seduto un vecchio con la faccia rugosa e gli occhi del colore del cielo in tempesta che fumava la pipa. Jacal non lo salutò, non gli rivolse parole rispettose come devono fare i ragazzi quando incontrano degli anziani, lo fissò soltanto, a lungo, con aria insolente. Il vecchio smise di fumare e disse: «Che cosa fai qui, ragazzo? Che cosa vuoi?» Jacal aveva camminato a lungo e aveva fame. Rispose: «voglio che qualcuno mi dia qualcosa da mangiare». «Nessuno lo farà, se ti comporti in modo così villano. Non mi hai neanche rivolto un saluto e pretendi, invece che chiedere con gentilezza. Ma non voglio essere troppo severo con te, entra, mangeremo insieme.» Il vecchio e il ragazzo cenarono fianco a fianco, poi Jacal affermò, con il solito tono arrogante, che non aveva intenzione di tornare a casa a dormire e ottenne di restare per la notte nella casa con il tetto di paglia. La mattina seguente, al risveglio, disse al suo ospite: "Questo posto mi piace, resterò con te per un po' di tempo». "Resta, se vuoi» concesse il vecchio «ma io ora devo andarmene, ho dei lavori da sbrigare e tornerò solo al tramonto. Tu, in cambio dell' ospitalità, farai cuocere i fagioli per la cena.» Jacal pensò che quello era un lavoro ben poco faticoso e acconsentì. "Bada, però,» aggiunse il vecchio «dovrai mettere in pentola solo tredici fagioli, non uno di più, non uno di meno. Ora ripeti quello che ti ho detto.» "Ma sì, ma sì, mica sono stupido!» sbuffò Jacal. «Solo tredici fagioli in pentola.» Il vecchio se ne andò scuotendo la testa, Jacal fece una passeggiata nella foresta intorno alla casa e rientrò al momento di cuocere i fagioli. Prese una pentola, la riempì d'acqua, la mise sul fuoco e ci gettò dentro i tredici fagioli. La pentola era grande, i fagioli quasi non si vedevano."Sono troppo pochi per la cena" rifletté Jacal ad alta voce "e non possono di certo sfamare due persone. I vecchi, si sa, hanno poco appetito, ma io ne ho molto.» E aggiunse altre due grosse manciate di fagioli. Poco dopo l'acqua cominciò a bollire e i fagioli cominciarono a gonfiarsi, a gonfiarsi, tanto che traboccarono dalla pentola. Jacal raccolse e li mise in un'altra ancora più grande. I fagioli continuarono a gonfiarsi al punto che tutte e due le pentole si spaccarono e l'intero contenuto si sparpagliò per terra. Quando il vecchio tornò a casa, vide quello sfacelo e si arrabbiò. "Perché hai disobbedito ai miei ordini? Ti avevo raccomandato di cuocere solo tredici fagioli, non uno di più, non uno di meno.» Jacal non rispose, stava finendo di raccogliere i fagioli dal pavimento. "Per stasera faremo a meno della cena» riprese il vecchio. «Domani cuocerai di nuovo i fagioli, tredici, naturalmente. Ah, un' altra cosa: qui in casa puoi fare tutto quello che vuoi, curiosare dappertutto, ma non devi assolutamente aprire quella porticina laggiù, nell'angolo. Hai capito?» Jacal rispose con un cenno della testa, senza aprire bocca. Quella notte, affamato per avere saltato la cena, si girò e rigirò a lungo nel suo giaciglio e al mattino, quando il vecchio uscì dopo avergli ripetuto gli ordini della sera prima, andò di nuovo nella foresta con la speranza di saziarsi con della frutta selvatica ma non ne trovò, era ancora acerba. Quando tornò a casa, sempre più affamato, era ora di cuocere i fagioli. Questa volta ne contò scrupolosamente tredici e li gettò nella pentola quando l'acqua cominciò a bollire. Ora che non aveva più niente da fare, il ragazzo cominciò a chiedersi che cosa ci fosse dietro quella porticina che gli era stato proibito di aprire. Forse del cibo? Del buon pesce affumicato o delle focacce di mais che il vecchio non voleva dividere con nessuno. La curiosità cresceva. Alla fine Jacal si avvicinò alla porta e l'aprì. Vide una stanza piccola, in penombra, che conteneva solo tre grandi giare chiuse da pesanti coperchi e un baule con dentro due mantelli, uno rosso, piuttosto pesante, e uno azzurro più leggero. Una scoperta deludente, quella, a che cosa potevano servire dei mantelli in piena estate? E dentro le giare, usate di solito per l'acqua, che cosa poteva esserci? Jacal sollevò il coperchio della più grossa. Immediatamente dalla giara cominciarono a uscire grosse nuvole scure e minacciose che invasero la stanza, uscirono dalla finestra e salirono a oscurare il cielo coprendo il sole. Un freddo terribile avvolse la terra. Tremante, mezzo assiderato, Jacal corse al baule, afferrò il mantello rosso e se lo avvolse intorno al corpo. Non aveva finito di farlo che la casa fu scossa dal fragore di un tuono e lui venne lanciato nel cielo mentre si scatenava una violentissima tempesta. Il vecchio era sulla via del ritorno. Sentì il rombo del tuono, sentì pioggia e grandine abbattersi sulle sue spalle e subito pensò a Jacal, alla sua abitudine a disobbedire. Corse a casa, scoprì la porticina spalancata, scoprì la giara scoperchiata da cui continuavano a uscire grossi nuvoloni. Subito rimise il coperchio al suo posto, poi guardò dentro il baule e vide che mancava il mantello rosso. «Quello sciocco ragazzo ha usato il mantello delle tempeste!» esclamò. Indossò il leggero mantello azzurro e uscì all'aperto. Subito la tempesta si placò e ]acal piombò giù dal cielo, svenuto, proprio tra le braccia del vecchio che lo depose sul letto e tornò nella stanza segreta. Aprì di nuovo la giara e tutte le nuvole che avevano coperto il cielo vi furono risucchiate dentro; poi ripose nel baule sia il mantello azzurro che quello rosso e si dedicò a Jacal, gli tolse gli abiti fradici di pioggia e grandine, lo portò vicino al fuoco, gli dette da bere un sorso di liquore. Jacal aprì gli occhi. «Dove sono? Che cosa è successo?» domandò con un filo di voce. «È successo che a causa della tua disobbedienza hai rischiato di morire. Se io non avesse capito, dallo scatenarsi della tempesta, che avevi aperto la giara e indossato il mantello rosso, se non fossi corso in tuo aiuto, saresti rimasto nel cielo tra le nuvole, per sempre.» «Ma tu... tu chi sei?» chiese Jacal, tremando di paura.«Sono Tlaloc, il Signore della Pioggia, colui che interviene quando la siccità inaridisce i campi, quando il calore dell' estate diventa troppo intenso, quando i fiumi e i torrenti rischiano di andare in secca. Spero che la lezione ti sia servita, ragazzo, e che d'ora in avanti diventerai rispettoso e obbediente.» Jacal promise e implorò Tlaloc di lasciarlo tornare a casa, giurò che da quel momento in poi avrebbe obbedito ai genitori, che sarebbe stato un figlio devoto e un buon lavoratore. Il Signore della Pioggia glielo permise e lo congedò con un abbraccio. Da quel giorno Jacal mantenne tutte le sue promesse, diventò la consolazione dei genitori e ogni volta che il cielo si rannuvolava e cadeva la pioggia, il suo pensiero correva a Tlaloc, colui che aveva cambiato la sua vita. Immagini sexy? Attenti a diventar ciechi![]() È un “vecchio” leit-motiv che veniva ripetuto ai ragazzini dal prete al catechismo per non indurre in peccato, ma pare sia vero: guardare le immagini erotiche renderebbe ciechi, anche se per qualche istante. Il concetto è lo stesso: immagini che provocano forti emozioni, siano esse di violenza o di sesso, “ottenebrano” il cervello tanto da indurlo in una sorta di black-out percettivo per alcuni decimi di secondo. Black out percettivo. Questo risultato è stato ottenuto da uno studio condotto su studenti volontari cui sono state mostrare alcune decine di immagini in sequenza. Tra queste una contenenva scene di erotismo esplicito o di violenza. Al termine della visualizzazione, è stato chiesto agli studenti di ricordare quali fossero le immagini successive a quella “speciale”. Inspiegabilmente, i volontari non riuscivano a ricostruire cosa avessero visto dopo la foto erotica. Non ricordandole, gli studenti hanno dimostrato una evidente disattenzione, come se il cervello non le avesse “viste”. Istinti primitivi. Come si forma questa percezione visiva mancata? Si pensa che i messaggi visivi emozionanti scavalcherebbero le vie corticali normali (deputate alla visione attenta) attraverso l'amigdala, la parte più primitiva del cervello. Infatti, le persone che hanno lesioni in questa zona corticale ricordano senza problemi le immagini normali, successive a quelle pepate. Per gli altri, invece, sembra che tutta l'attenzione del cervello sia concentrata sulle immagini violente o sensuali Guida spericolata. Quale riscontro si ha da questa scoperta? Il più immediato si riferisce alla sicurezza stradale. Le persone che sono più soggette all'emotività indotta da queste immagini hanno più difficoltà a sopprimere l'informazione, quindi a “riprendere” l'attenzione su ciò che li circonda, come auto o passanti. Pensando ai cartelloni pubblicitari stradali contenenti scene esplicite, questa distrazione li spingerebbe facilmente a essere fonte di incidenti. L'ANGOLO DELLA BATTUTANell'antica Grecia ...
Guerra epica tra greci e siculi. Il capo dei greci esorta i suoi: "Avanti figli di Troia". E il capo dei siculi risponde: "Amuninni figghi 'i bottana!" |
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